Per mettere in atto le tue idee devi avere fiducia in te stesso, dicevamo al #4.
Ma non basta. Nessun progetto si realizza senza un rapporto con gli altri: siano essi tuoi “soci” (ad esempio un amico con cui desideri condividere la tua iniziativa), oppure tuoi fornitori (come potrebbe essere la marca e il negozio che scegli per acquistare la tua attrezzatura), o ancora i tuoi finanziatori (a cui chiedere un prestito per dotarti di quanto ti serve ad iniziare).
Per questo motivo è importantissimo avere chiaro il concetto di fiducia negli altri. Lasciando da parte il nucleo di persone a te più vicine, che si interessano di te e ti vogliono bene - come la tua famiglia - quali sono i soggetti di cui ti puoi fidare? Su quali elementi puoi basarti per riconoscerli?
Di fatto, il concetto di fiducia è alla base del funzionamento dell’intera società e dell’economia mondiale. Persone, aziende e istituzioni acquistano, investono, risparmiano perché hanno fiducia nei propri interlocutori e nei meccanismi che regolano le varie attività. Anche se non sempre, nella pratica, questa fiducia è guidata da scelte razionali: un intero ramo della scienza economica, la cosiddetta “economia comportamentale” si occupa proprio di studiare quei fattori psicologici ed emozionali che, assai più spesso di quanto si creda, influiscono in misura determinante sulle scelte economiche a qualsiasi livello.
Insomma, è bene essere consapevoli che ci sono elementi istintivi che ci portano a concedere fiducia ad altri: un aspetto accattivante, la capacità di interpretare le nostre esigenze, la promessa o la sensazione di vantaggi e opportunità estremamente convenienti. Non è detto però che questi indicatori siano davvero significativi.
A contare sono piuttosto una serie di fattori che è sempre bene tenere presente, tra cui:
- la chiarezza dei termini proposti (e non c’è niente di male a chiedere spiegazioni finché non si è sicuri di aver capito tutti i dettagli);
- la proposta di accordi equilibrati e ragionevoli (formule straordinariamente allettanti o troppo convenienti suonano sempre sospette);
- la reputazione consolidata sul mercato o nell’ambiente di riferimento (il cosiddetto “buon nome”, in genere creato da una lunga storia di condotta corretta);
- la presenza di garanzie tangibili (un aspetto strettamente collegato al punto precedente, e che ha a che fare con la solidità - economica e strutturale - del nostro interlocutore).
D’altra parte, tieni conto che il punto di vista può essere invertito: questa breve lista può esserti utile anche per capire quali sono gli elementi su cui basarti perché gli altri si fidino di te. Sei in grado di presentare con chiarezza e completezza le tue idee? Stai proponendo qualcosa che possa essere ragionevole per entrambi? Chi ti conosce ti considera una persona di cui potersi fidare?
Come vedi, insomma, il concetto di fiducia si basa su aspetti molto più concreti di quanto si possa pensare a prima vista. E, al tempo stesso, gli elementi di base che regolano i meccanismi economici non sono affatto diversi da quelli della tua vita quotidiana.
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“L’uomo puramente economico è in effetti assai vicino all’idiota sociale. La teoria economica si è molto preoccupata di questo sciocco razionale”. Avresti mai detto che gli economisti possono anche essere divertenti? Questa è una frase riportata da Richard H. Thaler (vincitore del premio Nobel per l'economia 2017 e considerato uno dei padri dell’economia comportamentale), che ha dedicato l'intera carriera a studiare un’idea considerata decisamente radicale dalla dottrina tradizionale: quella per cui gli agenti economici sono portati a compiere scelte molto più irrazionali di quanto si creda. Il suo libro “Misbehaving”, da cui la frase è stata tratta, è una lettura affascinante e interessante, che - se l’argomento ti incuriosisce - può permetterti di scoprire un lato “umano” e inaspettato della scienza economica.
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