I tuoi progetti - dicevamo ai #2 e #3 - hanno bisogno di risorse, anche finanziarie. Di certo puoi contribuire a procurartele risparmiando. Ma che cos’è, in termini economici, il concetto di risparmio? A cosa serve esattamente, e “come si fa” a risparmiare?
Secondo la definizione generale della scienza economica, il risparmio consiste in quella parte di reddito che non viene immediatamente consumata, ma è accantonata per un utilizzo futuro: utilizzo che può riguardare qualcosa di programmato (come il mettere da parte una somma ogni mese per pagarsi un viaggio durante le vacanze) oppure può essere custodita per far fronte a eventuali imprevisti (come potrebbe essere la spesa per riparare lo smartphone che non funziona più). In sintesi, quindi, risparmiare significa fare in modo che le tue entrate di denaro superino le spese che sostieni periodicamente.
Queste spese possono riguardare direttamente le tue scelte di acquisto (puoi ad esempio decidere di non comperare una felpa o nuovo paio di sneakers, o di rinunciare al gelato o alla colazione al bar). Ma la limitazione delle spese può riguardare anche una maggiore attenzione nei tuoi consumi di servizi (ad esempio potresti cercare di ridurre le spese telefoniche cercando offerte e soluzioni economicamente più vantaggiose).
Evitare consumi inutili ha effetti che vanno ben oltre il tuo personale bilancio: abituarsi a risparmiare energia non lasciando luci accese, utilizzando gli elettrodomestici solo quando servono, evitando di lasciar scorrere l’acqua senza motivo, sono tutti atteggiamenti che contribuiscono da un lato a migliorare il bilancio della tua famiglia e, dall’altro, a ridurre l’impatto sull’ambiente in una generale prospettiva di sostenibilità.
Un ulteriore aspetto del risparmio (anch’esso legato ai concetti base di sostenibilità ambientale) è quello di puntare per quanto possibile a riutilizzare gli oggetti e, in caso di guasti, a ripararli anziché sostituirli, magari intervenendo con le proprie mani e scoprendo il gusto del fai-da-te: imparare ad accorciare da sé i propri pantaloni, riparare una foratura della bicicletta, utilizzare creativamente gli avanzi di cucina per nuovi piatti non solo è fonte di soddisfazione personale, ma costituisce anche una forma di risparmio di denaro.
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A proposito di salvadanai
Parlando di risparmio non si può non pensare ai salvadanai, anche se esistono oggi sistemi molto più pratici ed efficienti per custodire il proprio denaro. Questi oggetti vantano una storia antichissima: pare siano stati inventati in Indonesia tra il XIII e il XVI secolo, di pari passo con il diffondersi delle monete cinesi in rame, ed erano realizzati in terracotta a forma di cinghiale, simbolo di prosperità.
Il classico “porcellino” proviene invece dall’Inghilterra del 1700: anche in questo caso il maiale era simbolo di abbondanza, ma la nascita di questi oggetti sembra che derivi dalla particolare creta color arancione con cui i salvadanai venivano costruiti, chiamata “pygg”. Una parola che suona quasi identica a “pig” (maiale): così, dalle prime “pygg bank” si arrivò a sfornare dei maialini in argilla, che divennero in breve i famosi “piggie banks” (cioè i salvadanai).
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